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IL QUARTIERE - LA SCUOLA

 

Il Marconi-San Girolamo-Fesca, a volte chiamato impropriamente solo San Girolamo, è un quartiere del capoluogo puglieseBari, appartenente alla VIII circoscrizione.

Collocato a nord-ovest della città ed esteso per circa 4,3 chilometri quadrati, ha una popolazione di circa 12.900 abitanti (secondo l’ultimo censimento del 2001). Il quartiere fa parte dell’ottava circoscrizione di Bari (Libertà-San Girolamo-Fesca-Marconi), la più popolosa della città, con circa 65.000 abitanti.

Ha assunto l’attuale denominazione completa soltanto a partire dal 1970, mentre precedentemente era diviso in due rioni: il Marconi e il San Girolamo-Fesca riconosciuti ufficialmente dal punto di vista amministrativo nel 1951.

Nel quartiere vi è una sola scuola media nata a fine anni ottanta spartita in diverse sedi tra cui occorre ricordare l'edificio Nettuno, la filiale di via Costa (nel 2005 abbattuta a causa di tracce di amianto nella composizione della struttura) e anche l'oratorio della parrocchia di San Girolamo. Attualmente essa ha sede stabile in una traversa della lunga strada San Girolamo in un edificio ampio e moderno.

 

 

Bari : ['ba?ri], barese Bàre, nell'antico dialetto barese Vare, latino Barium, greco Barion: E' un comune italiano di 320.550 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della Puglia.

È nota per essere la città nella quale riposano le reliquie di san Nicola. Tale privilegio ha reso Bari e la sua Basilica uno dei centri prediletti dalla Chiesa ortodossa in Occidente.

La città, prima in Puglia, seconda nel Mezzogiorno continentale e nona in Italia per numero di abitanti, è situata in un'area fortemente urbanizzata, che con una popolazione complessiva di 620.000 abitanti[3], è tra i più popolosi agglomerati urbani italiani. Bari è una delle 15 città metropolitane italiane. L'area metropolitana di Bari si estende su una superficie territoriale di 2.269,74 km² e conta circa 1 milione di abitanti[4].

Bari ha una solida tradizione mercantile e da sempre è punto nevralgico nell'ambito del commercio e dei contatti politico-culturali con l'Est europeo e il Medio Oriente. Il suo porto è oggi il maggiore scalo passeggeri del Mar Adriatico. Dal 1930 si tiene a Bari la celebre Fiera del Levante; più recentemente la città è diventate sede del segretariato per il Corridoio pan-europeo 8.

Il peculiare centro storico (la cosiddetta Barivecchia) è permeato di una storia millenaria e si contrappone all'ottocentesco quartiere murattiano dall'ordinata pianta a scacchiera, che meglio interpreta la tradizione commerciale della città. Nel secondo dopoguerra l'urbanizzazione rapida e spesso incontrollata ha reso urbanisticamente meno regolare la parte moderna del capoluogo, sviluppatasi al di là del quartiere murattiano.

CLIMA

Secondo la classificazione dei climi di Köppen Bari appartiene alla fascia Csa ossia al clima temperati delle medie latitudini con estate molto calda (temperatura media assoluta del mese più caldo non inferiore ai 22º) e stagione, estiva, asciutta. In particolare la città di Bari è caratterizzata da un clima tipicamente mediterraneo con inverni miti-continentali ed estati calde, lunghe e molto spesso umide. Tuttavia la città, nei mesi invernali, è spesso influenzata dalle correnti fredde dell'est, dove non mancano quasi ogni anno precipitazioni a carattere nevoso.In quanto città di mare Bari, grazie all'azione mitigatrice dell'Adriatico da cui è bagnata, presenta un clima più tipicamente marittimo, con escursioni termiche stagionali meno spiccate.Le precipitazioni piovose, risultando concentrate nei mesi invernali e tuttavia caratterizzate da un regime estremamente variabile.Il 24 luglio2007 la colonnina di mercurio dell'aeroporto di Bari Palese registrò 46 gradi, una temperatura mai avutasi nel territorio cittadino. Questo record fu però battuto nell' estate del 2008, quando la temperatura salì fino a 47 gradi.

GEOGRAFIA FISICA

La città si affaccia sul Mar Adriatico per una lunghezza di 42 chilometri, fra i comuni di Giovinazzo, a nord, e Mola di Bari, a sud. Il territorio comunale è al centro di una vasta area pianeggiante e depressa, la conca di Bari. Tuttavia, nella sua porzione centrale, si spinge per alcuni chilometri nell'entroterra e fino ai centri di Bitritto, Modugno e Bitonto, incontrando così i primi dolci pendii della Murgia barese. La città va dai 0 ai 131 metri di altitudine sul livello del mare. La casa comunale si trova a 5 metri di altitudine.La conformazione della città viene spesso descritta come un'aquila con le ali spiegate, la cui testa è la piccola penisola sulla quale è sorto il primo nucleo urbano, Bari vecchia.

STORIA

Non sono chiare le origini di Bari: dagli scavi nell'area della chiesa di San Pietro, nella città vecchia, sembra ipotizzabile l'esistenza di un originario insediamento dell'età del bronzo, appartenente al popolo dei Peucezi. Entrata a far parte del dominio romano, nel III secolo a.C. come municipium, Barium si sviluppò in seguito alla costruzione della via Traiana. Dal IV secolo fu sede episcopale e dopo la caduta dell'impero romano fu contesa tra Longobardi e Bizantini (l'attuale struttura della "città vecchia" risale a quest'epoca, e si articola intorno alla corte del Catapano) che nel 669 con l'imperatore Costante II la saccheggiarono. Successivamente fu in mano dei Berberi (dal 847 al 871 fu sede di un emirato[9]) e quindi dei duchi di Benevento. Nel 875 tornò ai Bizantini che la crearono capitale del thema di Langobardia, comprendente l'Apulia e la Calabria. Liberata, dopo sei mesi di assedio dai Saraceni, dalla flotta veneziana, nel 1002 si ribellò sotto la guida di Melo di Bari (nobile barese) al governo fiscale del catapano bizantino, riuscendo nel 1018 ad ottenere la propria autonomia. Ultimo possedimento bizantino in Italia, nel 1068, la città di Bari fu assediata dai normanni, che la strapparono ai bizantini nel 1071, e nel 1087 vi furono portate le spoglie di san Nicola di Myra. Tra il XII e il XIV secolo fu porto di partenza per le Crociate. Nel 1098 nella cripta della nuova basilica di San Nicola, si riunì il famoso concilio presieduto da papa Urbano II, al quale intervennero oltre 180 vescovi riunitisi per discutere di problemi dogmatici inerenti ai rapporti tra la Chiesa ortodossa e Chiesa Romana all'indomani dello scisma. Distrutta da Guglielmo il Malo, tornò a rifiorire in epoca sveva, intorno al castello fatto erigere da Federico II su preesistenti fortificazioni normanne. Un lungo periodo di decadenza caratterizzò a Alduino Filangieri di Candida, Maestro della Regia Corte e Giustiziere di Bari dal 1284, le dominazioni angioina, aragonese, e spagnola, interrotto dallo splendore sotto gli Sforza, con le duchesse Isabella d'Aragona e Bona Sforza. Subì anche la dominazione veneziana, grazie alla quale si ebbe l'ampliamento del porto ed un periodo molto florido, favorito anche dal commercio di prodotti dell'entroterra, molto richiesti sui mercati esteri. Il 25 aprile del 1813, con Gioacchino Murat, fu posta la prima pietra dell'espansione cittadina al di fuori delle mura medioevali ("borgo nuovo", o "borgo murattiano"), caratterizzato dal tracciato ortogonale delle vie. La popolazione crebbe rapidamente dagli allora 18.000 abitanti ai 94.000 dell'inizio del XX secolo: divenuta capoluogo di provincia, vi trovarono sede edifici e istituzioni pubbliche (Teatro Piccinni, la camera di commercio, l'Acquedotto pugliese, il Teatro Petruzzelli, l'Università degli Studi) e la casa editrice Laterza. Durante il ventennio fascista fu costruito il lungomare monumentale ed inaugurata la Fiera del Levante, con la quale prese vita il disegno di "Bari porta d'oriente", consacrato negli anni recenti dal ruolo di "European gateway" assegnato dall'Unione Europea. A metà del XX secolo la città si era espansa ulteriormente, in modo disordinato, giungendo a sfiorare i 400.000 abitanti negli anni settanta e ottanta. La città, fatta metropoli, affronta i fenomeni del pendolarismo e della deurbanizzazione, mentre crescono il terziario e l'area industriale. A causa della sua posizione Bari accoglie un notevole flusso di immigrazione dall'est. Il 6 agosto 1991 sbarca nel porto la nave Vlora, carica di oltre ventimila Albanesi. Alle porte del 2000 il cenTro storico viene ristrutturato e restituito a nuova vita, mentre si avvia al termine un profondo rinnovamento infrastrutturale che coinvolge porto, aeroporto, interporto e ferrovia.

 

BARI